BOLLI E TIMBRI VALIDI – di Alekos Rundo

Quando Antillo Prossimi andò ad iscriversi ad un corso di autodifesa ebbe una bruttissima sorpresa: la carta d’identità era sparita, così come il portafogli stesso. La ragazza che attendeva i documenti per iscriverlo al corso fu irremovibile: no dati, no iscrizione, per la sicurezza.

Sicurezza in che senso?” fece Antillo stupito.

Per la Sua sicurezza, signore. A me chi mi dice che Lei sia veramente questo signor Antillo che vanta di essere e non stia facendo un terribile scherzo a qualche suo amico?”

E che scherzo sarebbe, mi scusi?”

Questo me lo dovrebbe dire Lei, signore. Io mi devo attenere alle regole…”

Antillo ci restò male ovviamente. Con la coda tra le gambe uscì dall’ufficio e si avviò dalle forze dell’ordine per sporgere regolare denunzia. E le forze dell’ordine lo accolsero con vera cordialità.

Potrei avere un documento per verificare le sue generalità?” chiese gentilmente un ufficiale all’esterrefatto Antillo, il quale rispose di aver perso il portafogli con tutti i documenti dentro.

Questo è un vero problema” ammise l’ufficiale.

Me ne rendo conto anche io” rinforzò Antillo che stava iniziando a sudare.

Potremmo fare così”, riprese lo sbirro, “facciamo la denunzia anonima e poi regolarizziamo la sua posizione”

Ma io sono regolare!” protestò Antillo.

Questo non è vero. Una persona sprovvista di documenti dovrebbe essere immediatamente portata in un ufficio delle forze dell’ordine… con Lei farò un’eccezione perché si trova già in un suddetto ufficio. Quindi facciamo quanto segue: prepariamo la denunzia anonimamente, poi lei provvederà ad andare agli uffici comunali per rientrare in possesso della sua identità autenticata da bolli e timbri validi. Lei, ora come ora, non è nessuno, mi spiego?”

Antillo fece un lungo respiro. Poi un altro. Poi chiuse gli occhi, li riaprì e disse Va bene.

Allora siamo d’accordo. Quindi, come dice di chiamarsi?”

Ammetto senza riserve di chiamarmi Antillo Prossimi e di essere nato a Roma il giorno 11 giugno 1983”

E dove risiederebbe?” continuò l’ufficiale con un’espressione di vero dubbio negli occhi, mentre prendeva nota su un foglio.

Asserisco senza problemi di risiedere a Roma, via del Vicolo Corto 27. Non sono sposato, vivo solo, non ho figli”.

Questo lo faccia dire ad un pubblico ufficiale, la prego. Non si sbilanci nei dettagli, non è il caso”

Antillo restò pensieroso sotto il vigile e pressante sguardo dello sbirro. Il silenzio era opprimente, la tensione a livelli esagerati. Poi finalmente l’ufficiale parlò: “A me basta così. Ora il passo successivo deve farlo Lei. Deve andare ora stesso al Municipio e deve farsi dare prova di ciò che ha dichiarato qui davanti alla Legge”

In quale ufficio dovrei recarmi esattamente?”

Non lo domandi a me caro signore. A ciascuno il suo, mi spiego? Ora vada”

Antillo salutò stringendo la mano sudata dell’ufficiale, poi si diresse a piedi verso il Municipio. La giornata era tiepida, il sole lì in alto prometteva belle cose.

Antillo arrivò al Municipio ed entrò nel primo ufficio che gli venne a tiro: un impiegato dall’aria cordiale lo salutò da dietro un’ampia scrivania di plastica e metallo.

Spero lei possa aiutarmi”, esordì Antillo, “ho smarrito il portafogli e dovrei rifare tutti i documenti”

L’impiegato fece una faccia perplessa assai: fissò un punto del suo orizzonte non meglio identificato, sospirò, poi sentenziò:

La prima cosa da fare è la denunzia presso le forze dell’ordine, e solo dopo deve venire qui”

Ad Antillo si annebbiò la vista. Le mani iniziarono a tremare.

Ci sono appena stato dalle forze dell’ordine, sa?” E mi hanno detto di venire qui”

L’impiegato non fece una piega. Anzi si dimostrò affabile.

È il classico caso dell’uovo e della gallina, non le pare?” disse sorridendo.

Antillo però non aveva molta voglia di ridere. “In che senso?” chiese timido.

Nel senso che: è nato prima l’uovo o la gallina? Il classico detto, sa, si usa nella lingua italiana. A parte che io asserisco che se non ci fosse stato il gallo prima di tutto non ci sarebbe stato né uovo e né gallina, ma questa è un’altra storia. Torniamo a noi. Il regolamento parla chiaro: prima la denunzia, poi l’avvio della pratica. A me chi lo dice che Lei non abbia organizzato un bello scherzetto a qualche suo amico?”

Ma che razza di scherzo sarebbe, mi scusi?”

Questo me lo dovrebbe dire Lei, appunto. Senza denunzia non posso muovermi, dovrebbe quindi andare dalle forze dell’ordine”

Ci sono appena stato e mi hanno detto di venire qui in Municipio”

Allora dovrebbe avere un lasciapassare delle forze dell’ordine…”

Effettivamente non ho nulla. Non mi è stato rilasciato niente”

Allora è molto semplice. Dovrebbe tornare in caserma e farsi rilasciare un documento che attesta la sua denunzia di smarrimento. Solo in quel caso io potrò aiutarla”

Antillo ringraziò e riuscì nel sole tiepido. Intanto il tempo era passato e lui entro l’una avrebbe dovuto iscriversi al corso di autodifesa, dopo sarebbero scaduti i termini. Di corsa dunque raggiunse di nuovo la caserma, ma stavolta ad accoglierlo non c’era l’ufficiale di poco prima ma un altro più giovane che si presentò come Superiore Capo. Antillo gli spiegò la faccenda brevemente, e Superiore Capo alla fine scosse la testa.

Se è vero ciò che Lei dice dovrei avere traccia sul computer della sua denunzia anonima. Invece come vede sul computer non c’è nulla. Lei con chi ha parlato, mi scusi?”

Antillo raccolse le ultime forze di volontà da sotto le suole delle scarpe. Prese un bel respiro, poi disse:

Sono stato qui nemmeno mezz’ora fa, ho parlato con un ufficiale che ha raccolto la mia denunzia e mi ha pregato di andare in Municipio. Solo che questo ufficiale non mi ha dato nulla e l’impiegato del Municipio non può avviare la pratica”

In che senso non le ha dato nulla? A livello emotivo?”

Antillo stava per svenire. “Nulla nel senso di scartoffie. Avrebbe dovuto rilasciarmi un foglio con la denunzia invece non l’ha fatto”

Il Superiore Capo fece una faccia stramba, piena di compassione verso Antillo. Poi disse: “Ma allora Lei deve semplicemente fare una denunzia di smarrimento dei documenti, ci voleva tanto a dirlo?”

Antillo deglutì a fatica, poi fece segno di si con la testa. Ma il Superiore Capo continuò a parlare. “Le racconterò una storia, mi stia a sentire. Qualche anno fa un mio collega era in missione in Libano, Lei sa dov’è il Libano? Sì? Beh, è lontano da qua. L’ultimo giorno prima di ritornare in Italia ha smarrito i documenti proprio come Lei. Sa quanto ci ha messo a rifarli?”

No” ammise Antillo sempre più perso.

Poco. Ci ha messo poco. Il significato di questa breve storia Lei lo saprà cogliere tra poco, non subito, e sa perché?”

No”

Ecco appunto. Veniamo a noi, vuole o non vuole fare questa benedetta denunzia?”

Ma io l’ho già fatta, mi scusi, non potrebbe chiamare il suo collega e farsi dire dove l’ha messa? Così accorciamo i tempi…”

Il Superiore Capo scosse la testa in segno evidente di diniego assoluto, increspando perfino le labbra per comunicare tutto il suo disappunto in merito alla richiesta del povero Antillo. Poi si schiarì la voce e disse:

Innanzitutto l’ufficiale di prima non è mio collega bensì è un mio sottoposto. Si trova ben tre, dico TRE, gradi sotto al mio e nemmeno con la raccomandazione ci arriva al mio livello. Secondo punto, Lei pensa che io possa fidarmi così della sua parola? Ha mai sentito parlare di documenti falsi, terrorismo, traffico d’armi?”

Si”, ammise Antillo, “però non vedo cosa c’entra con tutto questo…”

C’entra, le dico. Mi stia a sentire: le vicende internazionali oggi ci impongono stretto riserbo e prudenzia massima in tutte le cose, mi spiego? Faccia segno di sì con la testa”

Antillo abbassò la testa come in trance.

Bene”, proseguì il Superiore Capo, “Lei è uno che capisce. Ah, guardi! Ho trovato la sua denunzia! Era proprio qui davanti al computer, non l’avevo vista prima. Benissimo, può tornare in Municipio con questo foglio e mi raccomando, non faccia il furbo”

Ma in che maniera dovrei fare il furbo, mi scusi?”

Ha mai sentito parlare di spaccio di sostanze stupefacenti o traffico di sigarette contraffatte? Faccia segno con la testa”

Antillo fece segno affermativo, poi si alzò, ringraziò il Superiore Capo, fece dietrofront e partì a razzo verso il Municipio. Appena arrivato ripiombò di corsa nell’ufficio dove era stato poco prima e sentì l’impiegato parlare al telefono con una signora alla quale stava dicendo che la sua vicenda gli ricordava la famosa storiella dell’uovo e della gallina, poi dopo cerimoniosi saluti agganciò finalmente la cornetta e si poté dedicare ad Antillo, il quale era già pronto con la denunzia in mano. L’impiegato raccolse il foglio, lo esaminò a lungo e poi emise il verdetto: “Manca il timbro, caro signore. Non posso fare nulla per Lei, senza timbro delle forze dell’ordine che attesta la Sua avvenuta denunzia effettiva questo ufficio non può fare niente. Ora, Lei sarebbe in grado di spiegarmi come mai l’ufficiale non ha apposto il timbro, e badi bene timbro LEGGIBILE, su questa denunzia? Sembra una situazione paradossale, mi rendo conto, anzi a tratti mi ricorda la vicenda della volpe e dell’uva, la conosce?”

Antillo avvampò, chiuse gli occhi, li riaprì, e pensò a tutto il tempo che stava perdendo. Fu in quel momento che si sentì chiamare da dentro sé stesso da una voce amica, solidale, con una eco divertente, e decise di proseguire la farsa.

E chi non la conosce, mi scusi!”, fece pieno d’entusiasmo, entusiasmo che colse di sorpresa l’impiegato che continuava a rigirarsi la denunzia tra le mani senza sapere cosa dire. Antillo proseguì, eccitato:

Non so se esagero, ma a me tutto ciò ricorda la storia del telefono senza fili, la conosce?”

L’impiegato mise su un’espressione non poco stupita. Gli partì perfino il tic di tirare fuori la lingua a ripetizione come i serpenti. “No” disse.

È una storia molto simbolica, gliela voglio raccontare. Allora, il telefono funziona coi fili dico bene? Faccia segno di sì con la testa”

L’impiegato eseguì come rapito.

Quindi senza fili non ha modo di funzionare, è ragionato? Quindi mi chiedo, se il telefono funzionasse senza fili ci troveremmo davanti ad un miracolo, no?”

Certamente”

Oppure ci troveremmo davanti ad un telefono cellulare. Si faccia furbo caro signore e non creda alle favolette che la Guerra è finita da un pezzo, non so se lo sapeva”

La Guerra?” fece l’impiegato, deluso.

La Guerra, mio caro. Quella con le bombe e le trincee. La Guerra è brutta, sa? Ma torniamo a noi. A proposito del timbro mancante posso svelarle un retroscena del tutto inatteso, stia a sentire: ha detto l’ufficiale che ha raccolto la mia denunzia che immaginava proprio la sua faccia mentre si accorgeva della mancanza del timbro e mi avrebbe dunque detto di tornare in caserma. Ma proprio qui casca l’asino! La conosce la storia dell’asino che cade? Faccia segno con la testa. Benissimo. L’ufficiale mi ha detto di conoscerla molto bene, ormai le forze dell’ordine hanno una netta predisposizione a spiare e controllare tutto e tutti, sa, sono tempi in cui basta poco per scatenare l’inferno… dico bene?”

L’impiegato era completamente perso. Continuava il suo tic incontrollabile ed era attentissimo anche se non sapeva dove stava andando a parare quello strano tipo seduto davanti a lui.

Allora a proposito dell’asino le voglio raccontare questo episodio legato alla mia infanzia in campagna. Mio nonno aveva un asina femmina, si chiamava Penelope. Lo sa perché si chiamava così? Se indovina metto una buona parola su di lei con gli sbirri altrimenti, glielo dico francamente, lei è spacciato”.

Ma come faccio ad indovinare?!” esclamò il povero impiegato in preda ad un’ansia terribile.

È questo il bello: il mistero”

Il mistero? Ma Lei si vuole prendere gioco di me? Mi sta facendo spaventare lo sa? Perché le forze dell’ordine sarebbero sulle mie tracce? Lei cosa ne sa?”

Antillo fece una faccia di uno che la sapeva lunga. Poi disse semplicemente: “Prepari una bella memoria difensiva, glielo consiglio” e sparando questa frase si alzò e si avviò all’uscita seguito dallo sguardo preoccupato dell’impiegato che aveva la coscienza sporca per alcuni traffici strani di cui era protagonista.

Antillo invece cominciava a divertirsi in tutta quella strampalata vicenda. Allegro tornò dalle forze dell’ordine, si fece ricevere dal Superiore Capo che appena lo vide fece una faccia scura come la notte.

Sono tornato al Municipio, sa?”, disse Antillo con aria cospirativa, “e non mi hanno accolto bene. L’impiegato, un presuntuoso da due soldi, mi ha letteralmente mandato al diavolo per la mia negligenza di cittadino sprovveduto, per poi lanciarsi in un vero e proprio linciaggio ai danni delle forze dell’ordine a suo dire ree di non avermi messo un timbro su questa benedetta denunzia”

A queste parole il Superiore Capo avvampò di rabbia: cercò di controllarsi ma non riuscì a stare fermo, la sua calma vacillò senza freni. Agitandosi sulla sedia chiese ad Antillo:

In che senso usa la parola ‘linciaggio’?”

Antillo cercò di tranquillizzarlo. “Quando la gente è presuntuosa il buon senso viene a mancare, mi spiego? Quindi un impiegatuzzo da due soldi crede di essere il Padreterno. Ma non si offenda, anche se…”

Anche se?” Il Superiore Capo pendeva dalle labbra di Antillo ormai.

Anche se io fossi in Lei avvierei una bella indagine su questo impiegato che si è permesso di insultarla. Chi è? Da dove viene? Chi lo ha fatto entrare in Municipio? Ha vinto un bando? Che hobbies ha? Gioca d’azzardo? Fuma l’oppio? Va a prostitute? Non so se Lei conosce uno studio fatto dall’Università di Roma che mette in relazione capacità motorie e relazioni sociali nel mondo di oggi…”

Non lo conosco…” fece lo sbirro in preda alla smania di arrestare l’impiegato.

È molto interessante. Mette in relazione le capacità elastiche e cinetiche dei corpi umani con la loro voglia di intessere relazioni sociali stabili, come per esempio il matrimonio”

Il Superiore Capo si era perso completamente, aveva la mente annebbiata dal rancore. Fece un segno affermativo, poi interruppe Antillo dicendo:

Ma questo impiegato… come si chiama?”

E chi lo sa? Tutta questa storia mi ricorda la famosa massima contadina che dice testualmente: ‘è come la merda, più la tocchi e più puzza’, ovviamente con rispetto parlando. Ma tornando a noi, avrei bisogno solo di un timbro…”

E no signore mio! A questo punto l’accompagno io da questo maledetto impiegato e così vediamo se davanti alla divisa ha ancora il coraggio di fare lo sbruffone! Andiamo, su”

Arrivati in prossimità del Municipio Antillo sentì qualcosa nella tasca sinistra dei pantaloni e questo era molto strano poiché lui di tasca usava solo la destra. Accortosi comunque del rigonfiamento tastò con la mano e si accorse di avere il portafogli, intatto.

Certo che oggi è proprio una bella giornata!” disse al Superiore Capo che sbuffava dal naso come un toro prima di entrare nell’arena.

E tu che hai letto questo racconto ora come ti senti? Come prima? Meglio? Ti è uscita una risatina, si? Stai attento! Guardati le spalle, potrebbe esserci un impiegato pronto a farti la festa, o la volpe e l’uva o addirittura un uovo e la gallina.

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