COERENZA – di Alekos Rundo

Alfio Tamarindo non era felice. Per l’ennesima volta rientrando in casa sorprese sua moglie Sista a letto con un altro, e per l’ennesima volta non fu capace di intervenire: come sempre si nascose in bagno attendendo l’uscita dell’amante e facendo poi finta di niente.

Ad essere precisi però nemmeno Alfio sapeva bene se sua moglie ricevesse ospiti, in effetti non aveva mai visto nessuno entrare o uscire da casa: la sua era una sorta di fissazione, di percezione ambigua, come un’allucinazione. Ogni volta che rientrava a casa gli pareva di sentire dei rumori dalla stanza da letto, seguiti da passi affrettati e un ruminare di pantaloni rimessi in fretta, zip allacciate, porte aperte e richiuse, tutti suoni poco fraintendibili ma che potevano benissimo provenire dai vicini. Non aveva mai chiesto spiegazioni e soprattutto non aveva mai colto imperfezioni in sua moglie, però quella fissazione, quasi certezza, non lo abbandonava da mesi, rimaneva aggrappata al suo orgoglio di bravo marito che portava i soldi a casa e non meritava certo di essere cornificato.

Quella sera, l’ennesima, dopo essersi nascosto in bagno, essersi lavato le mani ed il viso, essersi domandato se tutto ciò che aveva appena sentito fosse reale o immaginario, si sedette a tavola serio e pensieroso mentre Sista, ignara di tutti i suoi procedimenti mentali, serviva la cena col solito buon umore.

Ho fatto la pasta al forno, amore…”

Mmmh”

Il tuo piatto preferito!”

Lo so”

Beh? E che risposta è lo so?”

Alfio la guardò negli occhi. “Niente”, disse.

Niente?”

La donna si sedette, affamata, e azzannò il primo boccone.

Alfio rimase immobile a fissare il suo piatto che fumava di un odore paradisiaco: e dire che aveva una gran fame ma non riusciva a mangiare.

Sista si preoccupò:

Ma cos’hai si può sapere?” domandò.

Alfio tornò a guardarla. “Non mi sento molto bene”, disse.

Che ti succede? Ti fa male la testa?”

No. Il cuore mi duole”

La donna si allarmò.

Oddio! Il cuore! Stai per avere un infarto! Andiamo all’ospedale subito, forza, alzati!”

Ma Alfio fu pronto a controbattere.

Ma quale ospedale! Ho il mal d’amore…”

Sista si rimise a sedere e imprecò a bassa voce.

Mal d’amore hai detto? Ti dispiacerebbe spiegarmi?” fece mutando il tono da preoccupato a pericolosamente infastidito.

Alfio non ebbe coraggio né di parlare né di guardarla negli occhi: se ne stava imbambolato a fissare il suo piatto di pasta al forno e non riusciva a muovere un muscolo. La moglie si incazzò ancora di più.

Che razza di cretinate vai dicendo?”, sbottò, immaginando che Alfio si fosse innamorato di un’altra donna e la loro storia fosse al termine. Dal canto suo Alfio venne scosso dalla veemenza della moglie e trovò la forza per gridare a sua volta:

Basta ipocrisia! Mi devi spiegare un bel po’ di cose!”

Quali cose?” fece la donna cambiando del tutto atteggiamento: sembrava cadere dalle nuvole adesso, e dietro quella maschera si poteva capire un certo nervosismo.

Dimmi chi c’era in casa…”

In quale casa?”

In questa, casa. Nella mia casa, quella che mantengo col sudore della fronte”

Vuoi dire che io sarei tua ospite? Chi la mantiene pulita e degna, la casa? Mi stai trattando come la donna delle pulizie?”

Ma quale pulizie! Ma cosa stai dicendo, pazza!” urlò Alfio diventando tutto rosso in viso.

Allora se io sono pazza tu sei falso!”

Io sarei falso? E proprio tu me lo vieni a dire? Che barzelletta vivente che sei, mi fai pena!”

La donna si imbronciò e iniziò a fissare il pavimento: era sul punto di mettersi a piangere.

Che cosa stai cercando di dirmi, si può sapere?” chiese.

Da quanto tempo ti vedi con un uomo?, sparò Alfio a bruciapelo, sentendo dentro di lui rompersi qualcosa, capendo che la sua vita coniugale era giunta al capolinea.

Ma sei impazzito? Con quale uomo mi dovrei vedere?”

Sono mesi che quando rientro in casa sento rumori strani”

Rumori strani?”

Non fare la vaga! Rispondi!”

La donna era sinceramente sbalordita. Adesso era lei che non riusciva a muovere un muscolo e fissava il marito con aria interrogativa. Lei che lo amava e nemmeno col pensiero aveva mai pensato di tradirlo.

Alfio probabilmente si accorse dello sguardo perso di sua moglie e rallentò il timbro di voce. Disse:

Ho da mesi questa sensazione… se da un lato mi sembra impossibile che tu possa farmi questo dall’altro mi tornano in mente le parole sagge di mio nonno”

Quali parole?”

La donna ne sa una più del Diavolo. La donna fa, la donna distrugge. La donna tradisce e l’uomo subisce. Non ti fidare delle donne ma fidati solo dei soldi. Se una donna ti ama prendi la lama. Donne di sera donne al tramonto.”

Grande filosofo, tuo nonno. Ma dimmi la verità, sei ubriaco?”

No. Però sono triste”

A me sembri impazzito più che triste. Mi vuoi dare una spiegazione? Guarda che sto perdendo la pazienza”

Alfio fece un lungo respiro. Poi disse: “Lasciamo perdere e mangiamo questa pasta deliziosa…”

Sista per poco non svenne dalla rabbia.

Eh no bello mio! Tu arrivi a casa e insinui che io mi veda con un uomo e dopo un minuto mi dici ‘mangiamo la pasta’? Sei tutto scemo, scusa!” e scoppiò in lacrime disperate, arrabbiate, avvilite. In un impeto di bile prese i piatti e la teglia di pasta al forno e scagliò tutto per terra con un gran fracasso.

Alfio fu esterrefatto. Annientato. E in un istante si convinse di aver pensato male, e il fatto di aver dubitato dell’amore di sua moglie, la donna della sua vita, lo fece sentire una merda.

Sista intanto era andata ad infrangersi sul divano singhiozzando senza limite, e ad Alfio venne una gran botta di malinconia e mille sensi di colpa: ma come aveva potuto essere così idiota? Come aveva potuto mettere in dubbio tutto quell’amore di cui Sista era capace come quotidianamente gli dimostrava? Si era lasciato abbindolare da stupide paranoie e si era comportato come un vero idiota: sperava soltanto non fosse troppo tardi adesso per provare a sistemare le cose, perché era convinto che doveva farsi perdonare.

In pochi minuti pulì il pavimento, sparecchiò la tavola e lavò perfino i piatti, (quelli rimasti integri), e mentre Sista ancora piangeva disperata e cercava di capire se suo marito fosse impazzito prese una decisione importantissima e definitiva. Andò a chiudersi in camera da letto, prese il cellulare e iniziò a scrivere.

Primo messaggio, Paoletta: “Amore mio ti comunico che per motivi di lavoro mi devo trasferire in Alaska da domani stesso, quindi non mi cercare, anzi dimenticami in fretta. Tuo Alfio”.

Secondo messaggio, Crocifissa: “Carissima ti svelo un segreto importante. Sono malato di AIDS e dunque è meglio se non ci vediamo più. Voglio passare la poca vita che mi resta con mia moglie. Ti prego capiscimi, e fatti le analisi. Tuo Alfio”

Terzo messaggio, Giovannina: “Vita mia ho preso una decisione, mi faccio frate, non possiamo più stare insieme. È difficile, lo so, ma cerca di dimenticarmi. La mia vita è affidata al Signore. Con affetto, Alfio”.

Poi fece un bel respiro e finalmente si sentì in pace con sé stesso mentre Sista, disperata, piangeva più forte di prima.

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